Immaginate una signora anziana, pesante e bassa, attaccata a un muro bianco.
Immaginate di percorrere un marciapiede che a un certo punto ha come muro laterale proprio questo muro bianco con la signora.
Immaginate che mentre camminate in quella direzione la signora non la vedete perché è un barattolo e le moto parcheggiate sul marciapiede la coprono.
Ora.
La vecchia è uno di quei casi umani da terzo millennio impoverito che sono rimaste vedove e sole e vivono nelle periferie selvagge della città, palazzoni ed extracomunitari, banlieues di degrado e di impotenza.
Strilla. Aspetta che le arriviate davanti e vi strilla nelle orecchie facendovi trasecolare se avevate la sventatezza di camminare assorte e cazzavostrate.
Vuole soldi. I marocchini ladri e bastardi sono entrati in casa sua mentre lei non c’era e le hanno rubato i soldi. Pensione.
Non è solo grassa, è malata. Dal gesticolare delle mani si nota la mancanza di svariate dita, da ambedue. Da quello che dice ha diabete, male dappertutto, il fegato, il cuore, non può camminare è un caso disperato.
Tira fuori la carta d’identità e dice di segnarsi l’indirizzo di andarla a trovare che lei poi ridarà i soldi presi in prestito. Lorenteggio.
Voi.
Dite che siete la persona sbagliata a cui chiedere soldi. Prendete agenda e scrivete indirizzo. Prendete portafoglio, aprite e mostrate gli unici quindici. Estraete e date. Allargate il portafoglio e mostrate il vuoto restante, nella speranza che smetta di chiedere. Dite che farete qualcosa.
Lei.
Continua a urlare appena ne ha la possibilità. Racconta il furto. Il sopruso, la denuncia. Le difficoltà a camminare. Che è appena andata a cercare una lontana parente in via Gorizia che non c’è perché è in vacanza. Ha bisogno di soldi. Per mangiare, dice. Poi vieni a trovarmi e ti do cento, duecento quando vuoi, tu vieni che a casa ce li ho, te li ridò. E strilla. Madonna mia. E sembra che grida al cielo più che a te. E sembra che aspettava proprio te per potersi finalmente sfogare. E infatti poi dice grazie, mi sei stata come la Madonna. Anche solo con quindici.
Tu.
Chiedi se ce la fa a tornare a casa.
Il portafoglio vuoto e la mente piena di strilli e pianti che ti porti via.
L’indirizzo.
La preoccupazione per la vita di queste persone. Deboli e disgraziate, in mano a belve sguinzagliate.
La sensazione che le nostre nonne fanno le mendicanti. Grazie al sistema pensionistico e all’individualismo della vita moderna. Noi, assuefatti in malafede all’idea pur rassicurante si nasce in ospedale, si muore in ospedale.
Invece il mondo è il solito sciacallo. Si nasce nell’ingiustizia, si muore nell’ingiustizia. Affamati e vittime di soprusi.
Chiederle se va in chiesa. Vada dai preti e dalle suore, che aiutano. Lo fanno di mestiere. Ci provi un po’ di più a rivolgersi ai preti.
Lei.
C’è andata dai preti vicino a casa sua ma non l’hanno tanto aiutata. Non tutti i preti sono uguali, dice.
Lei.
Grazie, grazie. Mi sei stata come la Madonna. Vienimi a trovare. Dirò delle preghiere, le dirò per te.
Per andare a casa ce la faccio. Prendo la cinquanta.
Tu.
Grazie. Anch’io pregherò per lei.