Oggi Edo non c’è perché è in Toscana, da sua nonna, e a me mi tocca mangiare sola.
Lo so, non si scrive “a me mi”, ma io lo scrivo lo stesso qui sul mio blog faccio quello che voglio io, non mi interessa rimembrare la scuola se non sono io a decidere di farlo perché in quel momento c’ho la paresi nostalgica che mi va di mettermi a ricordare i tempi della scuola… Oddio… Mi sta venendo fuori la paresi nostalgica proprio in questo momento… A furia di parlare di scuola! Via, via! Pussa via, paresi nostalgica! In questo momento stavo parlando di altro e non voglio mettermi a pensare ai tempi della scuola!
Sempre così, ogni volta che uno fa una piccola trasgressione nel parlare, ecco che subito ti vengono a parlare di scuola, di regole, e la maestra diceva così, e il professore cosà… Sapete cosa vi dico? Andatevene un po’ a caghèr, voi, la scuola e le regole! A me mi va oggi di scrivere i miei pensieri, oh là! Le cose come voglio io e come dico io. Ho bisogno di esprimere i miei sentimenti e per fare questo non posso certo fermarmi a pensare se una particella verbale o una locuzione è adatta o corretta o no! Suvvia! Usate la capoccia, pure voi! Io sono qui in stream of consciousness e voi mi fate la paranoia della sgrammatichezza! Ve la do io la sgrammatichezza!
E sì, lo so bene che lo “Stream of consciousness” è un genere letterario per niente automatico e che quello che faccio io invece si chiama scrittura automatica! Forse qualcuno non sa che ho preso una certa laurea… Ma porca vacca! Potrò pure usare i termini così come mi vengono e che rappresentano al meglio in quel momento l’esatto pensiero che si sta producendo nella mia testa! Porca peppa! In questo momento, per dire, se non si fosse capito, mi sto lamentando del fatto che Edo è partito e io sono qui da sola a farmi un’insalata con la Jocca in questa Torino afosa di fine luglio, solitaria e mogia, e altro non sto facendo se non buttare giù i pensieri a casaccio, così come mi vengono, perché uno quando si lamenta mica sta a ragionare su quello che dice! Si lamenta e basta! L’essenza della lamentela è l’urlo, il guaito, il gemito di dolore, non trattenuto, sgattaiolato, sparato fuori così com’è e chi s’è visto s’è visto!
Mannaja…
Menomale che domani torna, e la Jocca la si mangia in due. Ma è anche probabile che andiamo a vedere Jarrett al Blue Note! Speriamo!
Una Jocca da sola
27 Luglio 2007 di catatonica
Pubblicato in A occhi sbarrati | Contrassegnato da tag dipendenze, esperimenti poetici, lamentela, piagnistei di fame, pruriti, tempi moderni | Ancora nessun commento.
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