Avessi organizzato le cose domestiche come facevo all’università, questa convivenza mi sembrerebbe forse troppo strana. Non ho mai pensato di guardare al modo in cui svolgo certe attività, da quando sono arrivata qui con Edo. D’altronde, a entrambi piace la rilassatezza. Una delle cose che vanno lisce tra noi è proprio questa. Non abbiamo bisogno di farci vicendevoli recriminazioni basate sul connubio femmina/maschio perlomeno quando si tratta della gestione della casa. Tutti e due siamo stati universitari fuori sede e abbiamo imparato che convivere con dei coninquilini può voler dire convivere con gente di ogni tipo. La categoria non è soltanto il genere, ma anche la provenienza, la posizione sociale. Abbiamo scoperto che non si può pretendere la stessa laboriosità da tutte le persone solo perché sono raggruppate sotto lo stesso tetto. Edo dice che con i suoi coinquilini erano abituati a tenere delle vere e proprie tavole rotonde (il loro tavolo era rotondo per davvero!) che avevano una regola: ogni volta si faceva l’introduzione come se fosse la prima volta. Ciascuno doveva dire nome, cognome, città di provenienza, composizione famigliare e doveva raccontare qual era stata la sua esperienza, quando era ‘coinquilino dei suoi famigliari’, circa l’argomento che in quella particolare riunione andavano a trattare. Per esempio: mi chiamo Onofrio, vengo da Ponza e sono abituato che mia madre puliva il bagno ogni settimana. Oppure: avevamo la domestica che faceva tutta la casa tutti i santi giorni e passava pure la cera. Durante queste tavole rotonde, dice Edo, sulla base di queste precedenti esperienze, unite alle esigenze presenti, veniva stilata da Ginno, coinquilino cervellone di Edo, una tabella mensile ponderata di compiti per ciascuno. Il bagno ad esempio lo puliva Edo una volta alla settimana, non perché era abituato a farlo lui quando abitava ancora con i suoi, ma perché semplicemente era quello che ci teneva di più che il bagno, in una casa con quattro persone, fosse fatto e siccome non voleva doversi poi lamentare di incertezze o errori preferiva che nessun’altro ci mettesse le mani. Ancora oggi, il bagno lo fa sempre Edo. Io sono più per la cucina. Non che la cucina sia il mio regno, come usavano dire le nostre madri o nonne. Edo cucina assai e pulisce anche spesso, non solo quando cucina. Spesso puliamo insieme, specialmente nel fine settimana. Farà ridere, ma spesso passiamo il sabato pomeriggio a pulire casa, perché è praticamente l’unico momento, oltre alla domenica, in cui possiamo farlo insieme. E preferiamo goderci la domenica che il sabato. Specialmente d’inverno, quando non si ha molta voglia di andare in giro. Svegliarsi di domenica mattina insieme, in una casa pulita e sistemata, da invadere e occupare dolcemente con le proprie cose e la propria pigrizia domenicale, è certamente una delle cose più belle che posso pensare e uno dei momenti migliori non solo della mia vita, ma della vita di Edo e me. Una delle cose che non posso non riconoscerci, come coppia, è che la nostra casa è sempre (relativamente, eh) in ordine, anche se non abbiamo nessuna scaletta di cose da fare organizzata. E nemmeno discutiamo su quali siano i ruoli da tenere in casa fra maschio e femmina.
Disorganizzarsi sempre di più
24 Settembre 2007 di catatonica
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