Edo è appena arrivato a casa con l’iPhone.
Bisogna dire che è un gioiellino. Anch’io mi faccio cogliere dall’entusiasmo quando vedo affari del genere che hanno del prodigioso. Però mi chiedo. Quanto una cosa così è veramente utile a una persona che vive una vita “normale” come la nostra?
(Normale tra virgolette, perché naturalmente è tutto da stabilire se siamo individui normali…)
Cioè dopo che ho fatto i miei tre o quattro urlettini, “Che figata!”, “Ma dai!”, “È bellissimo!”, torno a chiedermi quand’è che veramente potrei riuscire a introdurre nelle mie abitudini l’uso di email dal telefono, gallerie fotografiche che si fanno scorrere con le dita e che si visualizzano in formato gigante ruotando l’apparecchio (fisicamente! Coool…), navigazione web con visualizzazione filmati di Youtube e quant’altro.
Tra l’altro, io che esplicitamente mi sono presa un monitor da ventidue pollici per farmi la postazione internet privata nel mio studio, io che praticamente non voglio sentir parlare di internet se non quando mi dedico alla navigazione comodamente seduta sulla mia sedia o al limite con portatile sul divano (ebbene sì, Edo ha installato l’access point), io, scusate, trovo la navigazione su un monitor così piccolo una cosa veramente da cerebrolesi (senza offesa per i cerebrolesi). Sull’autobus o al parco continuo a preferire la lettura di un libro o di un giornale a internet. Mi ci vedete seduta su una panchina o su un prato con in mano un coso grande quanto uno specchietto tutta concentrata a leggere o a scrivere o a guardare video…? Io no!
Quando vedo uno sputafuoco in qualche piazza o nelle fiere di paese o al circo, mi esalto, certo, ma non mi dico mica che anch’io voglio imparare a sputare fuoco e farlo la mattina al posto dei gargarismi! Per me l’iPhone è un po’ così… È come guardare uno spettacolo un po’ prodigioso. Ringrazio quelli che vi hanno dedicato la propria vita, che si sono allenati, che hanno lavorato per creare cose così fuori dal comune ed eclatanti, ma poi me ne voglio tornare a casa mia a dormire nel mio letto!
Gli spettacoli che fa Steve Jobs quando presenta un nuovo prodotto lo capisco anch’io che sono qualcosa di sensazionale, che richiama l’attenzione del mondo intero e che quando li fa tutti ne parlano. Ma sfido io, è come se portasse King Kong o la Sfera di Cristallo sul palco! Andare a vedere una delle presentazioni di Steve Jobs è come andare al circo!
Di qui a introdurre una di quelle diavolerie in casa mia, sinceramente… Poi non dormirei più tanto tranquilla. Chiaro che Edo, poi, fa ciò che vuole. Se se la sente lui!
Siòre e siòri, Apple!
28 Settembre 2007 di catatonica
Pubblicato in A occhi sbarrati | Contrassegnato da tag conventional wisdom, società e costume, tempi moderni | Ancora nessun commento.
-
Articoli Recenti
Archivi
Tag
acustica ascolti autobarelle conventional wisdom dipendenze esperimenti poetici idee a casaccio improvvisa dolcezza ingiustizia inquietudini lamentela lavora tu lavoro anch'io lessico umano maschi massime morale della favola negrieri nervosa nonno piagnistei di fame pruriti ruberie salassi società e costume tempi moderni versificazioni